BUSTO ARSIZIO E QUELLA ROTONDA CHE SI DEVE O NON SI DEVE FARE

Dell’operazione si sta attualmente occupando l’ufficio viabilistico della polizia locale

Busto Arsizio (VA) 10 Giugno 2019 << La realizzazione della rotonda alla Coop ha infatti comportato, oltre all’abbattimento di numerosi e splendidi tigli, un peggioramento della sicurezza dei ciclisti, costretti ad abbandonare il più sicuro controviale per entrare forzatamente in una rotonda dove la velocità di percorrenza delle automobili è aumentata, rendendone rischioso l’attraversamento >>

l’intera operazione di rivoluzione stradale in zona Tribunale sia solo all’inizio, gli ambientalisti già mettono le mani avanti. Tanto per non farsi trovare impreparati di fronte a una prospettiva che piace un sacco alla sezione della Lega.

Il nuovo corso del circolo bustocco del Cigno Verde non devia dal solco tracciato nella sua precedente gestione e si dice preoccupata dall’idea, che circola tra la maggioranza in consiglio comunale, di tracciare un’ampia rotonda in luogo dei molti semafori all’incrocio davanti al tribunale.

Le polemiche non tardano arrivare da Legambiente, sulla nuova rotonda, «Temiamo che a vantaggio di una maggiore scorrevolezza del traffico automobilistico, venga ancora una volta penalizzata la sicurezza della viabilità ciclo-pedonale e l’incolumità dei tigli che s’affacciano sull’incrocio», afferma la neo-presidente di Legambiente Busto Arsizio,  Paola Gandini. «La realizzazione della rotonda alla Coop ha infatti comportato, oltre all’abbattimento di numerosi e splendidi tigli, un peggioramento della sicurezza dei ciclisti, costretti ad abbandonare il più sicuro controviale per entrare forzatamente in una rotonda dove la velocità di percorrenza delle automobili è aumentata, rendendone rischioso l’attraversamento».

L’assessore  Max Rogora, il quale punta infatti a ipotizzare un rondò in largo Giardino (per intercettare finanziamenti regionali per la sicurezza stradale) e già analizza come fare – tramite divieti e inversioni di sensi unici – per far scomparire pure il piccolo semaforo all’altezza dell’Istituto La Provvidenza.